L’abbandono sportivo nell’adolescenza

Come insegnanti, allenatori, coach, abbiamo sempre un’unica finalità: portare i nostri ragazzi a raggiungere risultati sempre maggiori, nel rispetto della loro integrità etica e morale. Abbiamo il compito di aiutare i nostri allievi a migliorare i processi di apprendimento; il modo migliore per raggiungere questi risultati è di creare delle condizioni favorevoli, ovvero essere dei facilitatori di questi processi. Dobbiamo avere sempre ben presente l’elemento fondamentale, la motivazione, che rimane comunque e ad ogni livello alla base di qualsiasi successo personale; la motivazione è senza dubbio la chiave d’accesso al lavoro di tutti i giorni, attraverso la quale la persona soddisfa i suoi bisogni, gli stimoli positivi. Tra le cause di abbandono vengono frequentemente citate: la mancanza di tempo, la mancanza di luoghi, i costi, ma ad una più attenta analisi queste motivazioni si dimostrano di interesse secondario. Se seriamente motivati il tempo, i soldi, gli spazi si trovano. Quello che manca è un vero motivo per compiere questo “investimento”. Anche dedicare del tempo costruttivo alla propria crescita costa fatica, impegno, costanza ed è questo su cui bisogna lavorare e dedicare energia come insegnanti educatori. Non bisogna mai demordere dallo spiegare il perché delle cose, quale vantaggio a lungo termine si può ricavare da un corretto utilizzo del proprio corpo, da una educazione al movimento razionale e finalizzato. Non sempre lo sport raggiunge questi fini, anzi spesso l’attività motoria agonistica ci distacca da quel benessere psicofisico che pensiamo di ricercare. In questo senso dobbiamo iniziare ad innovare il concetto di attività motoria e solo secondariamente di sport Dobbiamo essere tutti insieme capaci di offrire nuove motivazioni, più stimoli e modalità organizzative di avviamento alla pratica motoria.La scuola deve tornare ad essere punto di rigenerazione culturale di produzione di progetti dirompenti con le stereotipate strutturazioni temporali oggi vigenti. La valorizzazione ed il rispetto della figura docente deve divenire un momento educativo e formativo essenziale per avviare i giovani verso una cosciente rivalutazione del vissuto corporeo.

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